Francesco De Gregori – Video Canzoni Vol. 9 (Lettere SA – SU)

(Contiene i video da SAIGON a SUONATORI DI FLAUTO)

A proposito deilla caanzone di De Gregori SIGNOR WOOD:
“Giacinto Pannella, detto Marco, da Teramo compie oggi 2 maggio 86 anni. Pur non essendo Radicale, sono sempre stato affascinato da quest’uomo che sembra incarnare, per il suo modo di esercitare l’impegno pubblico, il vero politico. Senza alcun dubbio dotato di capacità carismatiche e di leadership non comuni è forse – in potenza – il vero leader che oggi manca alla sinistra italiana e non solo.
Auguri vecchio leone! Meriti il rispetto di tutti, anche di chi come me
non condivide molte (ma non tutte) delle tue battaglie.”
Non tutti lo sanno, ma la canzone scelta come colonna sonora per questa serie di foto, fu scritta da Francesco De Gregori proprio per lui…

SACCO E VANZETTI

SAIGON

SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE canzone della “naia”


SAN LORENZO
SANGUE SU SANGUE
SANTA LUCIA
SCACCHI E TAROCCHI
SEMPRE E PER SEMPRE
SENTO IL FISCHIO DEL VAPORE
SERVIRE QUALCUNO (Gotta Serve Somebody)

SFIORISCI BEL FIORE


SHOWTIME
SIGNORA AQUILONE
SONO TUO
SOTTO LE STELLE DEL MESSICO A TRAPANAR
SOUVENIR
SPAD VII S2489

FRANCESCO BARACCA (1888-1918)

Il titolo fa riferimento a un storico aereo da caccia, lo SPAD S.VII, che fu pilotato dall’asso dell’aviazione italiana Francesco Baracca durante la Prima Guerra Mondiale. [1, 2]

Il testo usa l’aeroplano e il suo pilota come metafora. La canzone riflette sulla figura del guerriero e sulla magia del volo, contrapponendo l’adrenalina e la bellezza meccanica dell’aereo all’insensatezza della guerra, vista come una parentesi di poca importanza rispetto all’estasi di solcare il cielo. [1, 2, 3, 4]

Il celebre “Cavallino Rampante” di Francesco Baracca deriva dallo stemma del “Piemonte Reale Cavalleria”, il prestigioso reggimento in cui l’asso dell’aviazione aveva prestato servizio prima di entrare nella neonata aviazione. Nel 1917, Baracca lo dipinse in nero (invece che argento su fondo rosso) sulla carlinga del suo aereo per farlo risaltare, simboleggiando forza e coraggio. [1, 2, 3, 4]

Dopo la morte eroica del pilota nel 1918, la madre, la contessa Paolina Baracca, affidò personalmente l’emblema a Enzo Ferrari nel 1923, suggerendogli di usarlo sulle sue auto da corsa come portafortuna. Fu così che il Cavallino divenne il celebre marchio Ferrari, con l’aggiunta dello sfondo giallo in omaggio alla città di Modena.


SPALLE LARGHE
STELLA DELLA STRADA
STELLA STELLINA
STELUTIS ALPINIS
SULLA STRADA
SUONATORI DI FLAUTO

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