(Contiene i video da SAIGON a SUONATORI DI FLAUTO)
A proposito deilla caanzone di De Gregori SIGNOR WOOD: “Giacinto Pannella, detto Marco, da Teramo compie oggi 2 maggio 86 anni. Pur non essendo Radicale, sono sempre stato affascinato da quest’uomo che sembra incarnare, per il suo modo di esercitare l’impegno pubblico, il vero politico. Senza alcun dubbio dotato di capacità carismatiche e di leadership non comuni è forse – in potenza – il vero leader che oggi manca alla sinistra italiana e non solo. Auguri vecchio leone! Meriti il rispetto di tutti, anche di chi come me non condivide molte (ma non tutte) delle tue battaglie.” Non tutti lo sanno, ma la canzone scelta come colonna sonora per questa serie di foto, fu scritta da Francesco De Gregori proprio per lui…
SACCO E VANZETTI
SAIGON
SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE canzone della “naia”
SAN LORENZO SANGUE SU SANGUE SANTA LUCIA SCACCHI E TAROCCHI SEMPRE E PER SEMPRE SENTO IL FISCHIO DEL VAPORE SERVIRE QUALCUNO (Gotta Serve Somebody)
SFIORISCI BEL FIORE
SHOWTIME SIGNORA AQUILONE SONO TUO SOTTO LE STELLE DEL MESSICO A TRAPANAR SOUVENIR SPAD VII S2489
Il titolo fa riferimento a un storico aereo da caccia, lo SPAD S.VII, che fu pilotato dall’asso dell’aviazione italiana Francesco Baracca durante la Prima Guerra Mondiale. [1, 2]
Il testo usa l’aeroplano e il suo pilota come metafora. La canzone riflette sulla figura del guerriero e sulla magia del volo, contrapponendo l’adrenalina e la bellezza meccanica dell’aereo all’insensatezza della guerra, vista come una parentesi di poca importanza rispetto all’estasi di solcare il cielo. [1, 2, 3, 4]
Il celebre “Cavallino Rampante” di Francesco Baracca deriva dallo stemma del “Piemonte Reale Cavalleria”, il prestigioso reggimento in cui l’asso dell’aviazione aveva prestato servizio prima di entrare nella neonata aviazione. Nel 1917, Baracca lo dipinse in nero (invece che argento su fondo rosso) sulla carlinga del suo aereo per farlo risaltare, simboleggiando forza e coraggio. [1, 2, 3, 4]
Dopo la morte eroica del pilota nel 1918, la madre, la contessa Paolina Baracca, affidò personalmente l’emblema a Enzo Ferrari nel 1923, suggerendogli di usarlo sulle sue auto da corsa come portafortuna. Fu così che il Cavallino divenne il celebre marchio Ferrari, con l’aggiunta dello sfondo giallo in omaggio alla città di Modena.
SPALLE LARGHE STELLA DELLA STRADA STELLA STELLINA STELUTIS ALPINIS SULLA STRADA SUONATORI DI FLAUTO
(Contiene i video da QUANDO E QUI a RUMORE DI NIENTE)
Quattro cani Attraverso la metafora di un branco di randagi, il brano esplora diversi modi di affrontare la vita: dalla totale assenza di compromessi al vivere in mezzo alla strada.
La canzone racconta le storie di quattro figure distinte:
Il primo cane: Viene definito “di guerra”, non ha violenza in bocca ma vive addosso ai muri e non parla mai. È l’emblema di chi sceglie il silenzio e la solitudine come forma di resistenza.
Il secondo cane: Un bastardo che sperimenta sia la fame che la tranquillità. È il simbolo dell’adattamento, di chi accetta la vita di strada ma rinasce continuamente.
Il terzo cane: Una cagna che si nega o si dà, seminando i figli nel mondo. Rappresenta la libertà e l’istinto materno e vitale che non appartiene a nessun padrone ma al mondo stesso.
Il quarto cane: Il quarto cane è la strada stessa su cui il branco cammina e vive, oppure lo stesso autore e i suoi compagni di viaggio, come spesso dichiarato dallo stesso De Gregori nei suoi concerti.
Musicalmente, il brano si avvale di un arpeggio di chitarra curato da Renzo Zenobi, che deve molto allo stile del cantautore statunitense Donovan. ULTIMATE GUITAR – FAMOSORIFF
Rimmel di Francesco De Gregori, pubblicato nel gennaio del 1975 dalla RCA Italiana, è uno dei capolavori assoluti della musica italiana. Rappresenta un punto di svolta epocale perché ha rivoluzionato il modo di scrivere canzoni d’amore, abbandonando i cliché tradizionali per introdurre un linguaggio poetico fatto di frammenti, metafore e immagini cinematografiche.
La canzone che dà il titolo all’album nasce dalla fine della storia d’amore reale tra il cantautore e una ragazza di nome Elena Spagnoli.
Un addio senza rancore: A differenza dei brani melodici dell’epoca, la rottura viene descritta con un distacco lucido e disincantato, accettando il destino e conservando i ricordi in modo quasi fotografico.
Il trucco che cola: Il termine “rimmel” (il mascara per gli occhi) simboleggia la finzione che si scioglie e le lacrime che rigano il volto durante un addio.
Le carte sul tavolo: Il celebre verso “i tuoi quattro assi di un colore solo” rimanda al gioco del poker, metafora di un amore in cui uno dei due ha barato o ha nascosto la propria vera natura.
OMERO AL CANTAGIRO è un brano di Francesco De Gregori incluso nell’album Sulla strada (2012). Nel videoclip ufficiale, girato a Roma con la sua band, il cantautore si mostra in un’insolita veste, suonando la batteria. La canzone trasfigura la figura mitica di Omero all’interno dei concorsi canori del Novecento.
PABLO
(scritta con la collaborazione di Lucio Dalla) racconta la tragica storia di un immigrato spagnolo in Svizzera morto sul lavoro. Il testo affronta i temi dell’esodo e del sacrificio, focalizzandosi sulla dura vita degli operai edili e sulla solidarietà tra emarginati.
Il narratore è un altro migrante che lavora con Pablo, condividendone la sorte e la malinconia. Attraverso dettagli intimi come il lavoro in cantiere e la nostalgia per i “castelli” e le “autostrade”, la canzone fotografa la dura realtà lavorativa dell’epoca
PEZZI DI VETRO Il testo è in gran parte autobiografico e ispirato alle disavventure amorose giovanili dell’autore, unendo riflessioni personali a una spiccata vena poetica.
La canzone si articola su due livelli:
La storia d’amore: È il racconto di un rapporto tormentato e di una dichiarazione disperata (“È quattro giorni che ti amo”). Il protagonista offre la sua “ultima carta” nel tentativo di trattenere la persona amata, implorandola di non lasciarlo ferito, mentre dall’altra parte la donna sembra impassibile o distante.
La figura dell’uomo: Il brano si apre con l’iconica e surreale immagine di un “uomo che cammina sui pezzi di vetro”. Quest’uomo viene descritto come un “santo a piedi nudi”, invincibile e privo di paura, che danza sui frammenti senza tagliarsi e senza temere di ferirsi. Questa è una potente metafora di chi affronta i dolori e le asperità della vita con audacia e stoicismo. assolo acustica Live @ ObiHall Firenze 17.03.2016
PRENDI QUESTA MANO ZINGARA La canzone è stata protagonista di una nota vicenda legale che ha escluso il plagio del celebre brano di Iva Zanicchi e Bobby Solo. La Corte di Cassazione, nel 2015, ha stabilito che l’utilizzo del famoso verso costituisse un omaggio artistico piuttosto che una violazione del diritto d’autore.
I N D I C E
[ 2 ] OGNI GIORNO DI PIOGGIA CHE DIO MANDA IN TERRA OMERO AL CANTAGIRO De Gregori alla batteria! PABLO PANE E CASTAGNE PAROLE A MEMORIA (PASSA) L’ANGELO
[ 3 ] PASSATO REMOTO PASSO D’UOMO PENTATHLON PER BREVITÀ CHIAMATO ARTISTA PER LE STRADE DI ROMA PEZZI DI VETRO
[ 4 ] PIANO BAR PICCOLA MELA PICCOLI DOLORI PILOTA DI GUERRA POETI PER L’ESTATE POVERO ME
[ 5 ] PRENDI QUESTA MANO, ZINGARA → De Gregori → Iva Zanicchi (autori Enrico Riccardi e Luigi Albertelli) →Bobby Solo (vincitori del Festival di Sanremo 1969)
(Contiene i video da MA COME FANNO… a NUMERI DA SCARICARE) I N D I C E
[ 1 ] ⚓ Ma come fanno i marinai
Nata davanti a un caffè: Questo capolavoro è nato in modo del tutto casuale. Francesco De Gregori ha raccontato che lui e Lucio Dalla si trovavano a pranzo insieme. Subito dopo il caffè, presi dall’ispirazione, imbracciarono gli strumenti e iniziarono a suonare. La canzone nacque di getto proprio quel pomeriggio, diventando poi il trampolino di lancio per il leggendario tour Banana Republic del 1979.
💡 Niente da capire
Una frecciata (ironica) alla critica: Agli inizi degli anni ’70, De Gregori veniva costantemente accusato dai critici musicali di scrivere testi troppo “ermetici”, oscuri e incomprensibili. Stufo di queste lamentele, scrisse questo brano come una provocazione ironica. Il messaggio ai critici era chiaro: smettetela di cercare un significato razionale a ogni costo, nelle canzoni “non c’è niente da capire”.
Scritta in due ore a Ponza: De Gregori ha rivelato di aver scritto Niente da capire e il brano Bene nello stesso identico pomeriggio, in appena due ore di totale trance creativa, mentre si trovava sull’isola di Ponza.
🎭 Ninetto e la colonia
Il massacro nascosto dietro la metafora: Nonostante lo stile visionario che ricorda il Bob Dylan d’annata, la canzone si ispira a un tragico fatto storico reale: il Massacro delle bananere del 1928 in Colombia. De Gregori stesso spiegò che il testo racconta la triste storia di un bambino (Ninetto) che si trova al cinema quando entrano i marines, mettono tutti al muro e li fucilano. Subito dopo arrivano “gli impiegati della compagnia” (la United Fruit Company) a rubare la frutta e cancellare la memoria dell’eccidio. [1, 2]
🎄 Natale / Natale di seconda mano
L’attesa e gli invisibili: Mentre la celebre Natale (1978) è un pezzo intimista sull’attesa malinconica di un amore passato sullo sfondo della città che fluisce regolarmente, Natale di seconda mano (2001) capovolge la prospettiva. Racconta il Natale degli ultimi, degli scafisti e dei migranti che arrivano dalle “carrette del mare”. Quest’ultima vanta un arrangiamento d’eccezione firmato dal premio Oscar Nicola Piovani.
[ 2 ] MA COME FANNO I MARINAI – visto 3 mln di volte MANNAGGIA ALLA MUSICA – scritta per Ron →versione di Ron MARIANNA AL BIVIO MAYDAY MIMÌ SARÀ MIRACOLO A VENEZIA
[ 3 ] MIRAMARE MONDO POLITICO – De Gregory canta Dylan →Political World – Bob Dylan NATALE NATALE DI SECONDA MANO NERO
[ 4 ] NIENTE DA CAPIRE visto 3,4 mln di volte NINA TI TE RICORDI con Giovanna Marini NINETTO E LA COLONIA →da Fiorella Mannoia NON DIRLE CHE NON È COSÌ – De Gregory canta Dylan →If You See Her, Say Hello – Bob Dylan– visto 3,5 mln di volte
[ 5 ] NON È BUIO ANCORA – De Gregory canta Dylan →Not Dark Yet – Bob Dylan – visto 2,9 mln di volte NUMERI DA SCARICARE
La collaborazione tra Francesco De Gregori e Giovanna Marini ha dato vita nel 2002 all’album “Il fischio del vapore”. Il disco unisce la sensibilità cantautorale di De Gregori e l’immenso archivio storico ed etnomusicale della Marini, recuperando e riarrangiando canti popolari, politici e sociali della tradizione italiana (tra cui La lega, Siamo i ribelli e Il tragico naufragio della nave Sirio).
Il progetto nasce dal desiderio comune di fare memoria attraverso la musica, celebrando le radici del folklore italiano e il lavoro dei cantastorie. L’album è stato accolto da un enorme successo di pubblico e critica, consacrando l’incontro tra la storica esponente del Nuovo Canzoniere Italiano e uno dei più grandi folk-singer del nostro Paese.
(Contiene i video da L’ABBIGLIAMENTO… a LITTLE SORING WILLY)
L’attentato a Togliatti : Alle 11:30 circa, Togliatti fu colpito alla schiena e alla nuca mentre usciva dal Parlamento in compagnia di Nilde Iotti. Il responsabile, Antonio Pallante, era un giovane di destra e simpatizzante separatista. [1, 2, 3]
L’impresa sportiva: Il 15 luglio 1948, giorno successivo all’attentato, Bartali vinse la massacrante tappa alpina Cannes-Briançon e conquistò la maglia gialla, dominando poi l’edizione del Tour. La notizia, diffusa dai giornali radio, offrì una valvola di sfogo emotivo alla popolazione, favorendo un ritorno alla calma e dimostrando come lo sport potesse unire un Paese profondamente diviso. [1, 2, 3, 4, 5]
LA CASA DI HILDE
Edoardo De Angelis al Folkstudio nel 1970
“La casa di Hilde”, scritta da Francesco De Gregori ed Edoardo Edoardo De Angelis nacque da un aneddoto reale raccontato a De Gregori dal collega Edoardo De Angelis, che aveva vissuto sulle Dolomiti venete. I due avevano fatto una gita in montagna con il padre di De Angelis e si fermarono a dormire in una casa gestita da una donna, chiamata Hilde.
Durante l’escursione incontrarono un contrabbandiere (che nella realtà trafficava orologi e non diamanti). De Gregori prese questi elementi e, reimmaginandoli, creò un testo poetico e quasi “noir” in cui si intrecciano il rapporto tra un padre e un figlio, atmosfere sospese e la figura misteriosa del contrabbandiere.
L’ANGELO DI LYON – Cover di De Gregori – The Angel of Lion (Tom Russell) – testo e traduzione L’ATTENTATO A TOGLIATTI L’IMPERFETTO L’IMPICCATO L’INFINITO
LA CASA DI HILDE LA DONNA CANNONEvisto 11 mln di volte LA GUERRA LA LINEA DELLA VITA LA LEVA CALCISTICA DEL ’68 visto 2.7 mln di volte LA RAGAZZA E LA MINIERA
LE STORIE DI IERI – De Gregori – Fabrizio De André LE STRADE DI LEI LITTLE SNORING WILLY (in un buon inglese)
[ 2] L’ABBIGLIAMENTO DI UN FUOCHISTA – Album: “Il fischio del vapore” (2002) con Giovanna Marini. (Originale in “Titanic”, 1982). L’AGGETTIVO “MITICO” – Album: “Amore nel pomeriggio” (2001). L’AGNELLO DI DIO – Album: “Prendere e lasciare” (1996). L’AMORE COMUNQUE – Album: “Calypsos” (2006). L’ANGELO – Album: “Calypsos” (2006).
[ 3 ] L’ANGELO DI LYON – Album: “Il bandito e il campione” (1993). Cover di Tom Russell. L’ATTENTATO A TOGLIATTI – Album: “Il fischio del vapore” (2002) con Giovanna Marini. L’IMPERFETTO – Album: “Prendere e lasciare” (1996). L’IMPICCATO – Album: “Theorius Campus” (1972) con Antonello Venditti. L’INFINITO – Album: “Pezzi” (2005).
L’ABBIGLIAMENTO DI UN FUOCHISTA – Album: Il fischio del vapore (2002) con Giovanna Marini. (Traccia originale inclusa nell’album Titanic, 1982). L’AGGETTIVO MITICO – Album: Amore nel pomeriggio (2001). L’AGNELLO DI DIO – Album: Prendere e lasciare (1996). L’AMORE COMUNQUE – Album: Calypsos (2006). L’ANGELO – Album: Calypsos (2006).
L’ANGELO DI LYON – Album: Il bandito e il campione (1993). Si tratta della celebre cover del brano firmato da Tom Russell. L’ATTENTATO A TOGLIATTI – Album: Il fischio del vapore (2002) cantata insieme a Giovanna Marini. L’IMPERFETTO – Album: Prendere e lasciare (1996). L’IMPICCATO – Album: Theorius Campus (1972) inciso in coppia con Antonello Venditti. L’INFINITO – Album: Pezzi (2005).
L’UCCISIONE DI BABBO NATALE con Fiorella Mannoia – La versione dal vivo in duetto è contenuta nel progetto La valigia dell’attore (1997). La prima edizione in studio è invece dell’album omonimo Francesco De Gregori (1978). LA BALLATA DELL’UOMO RAGNO – Album: Canzoni d’amore (1992). LA BELLE ÉPOQUE – Album: Sulla strada (2012). LA CAMPANA – Album: Terra di nessuno (1987). LA CASA – Album: Calypsos (2006). LA CASA DEL PAZZO – Album: Alice non lo sa (1973).
LA CASA DI HILDE – Album: Rimmel (1975). LA DONNA CANNONE – Album: La donna cannone (EP uscito nel 1983). LA GUERRA – Album: Terra di nessuno (1987). LA LINEA DELLA VITA – Album: Calypsos (2006). LA LEVA CALCISTICA DEL ’68 – Album: Titanic (1982). LA RAGAZZA E LA MINIERA – Album: Titanic (1982).
LA STORIA – Album: Terra di nessuno (1987). LA TESTA NEL SECCHIO – Album: Pezzi (2005). LA VALIGIA DELL’ATTORE – Album: La valigia dell’attore (1997). Il brano dà il titolo al disco live ma è l’unico pezzo inedito registrato in studio. LE LACRIME DI NEMO, L’ESPLOSIONE, LA FINE – Album: Pezzi (2005).
LE STORIE DI IERI – La versione originale incisa da De Gregori è nell’album Rimmel (1975). Nello stesso anno Fabrizio De André la inserisce nel suo storico album Volume 8 (1975), nato dalla collaborazione tra i due artisti. LE STRADE DI LEI – Album: Alice non lo sa (1973). LITTLE SNORING WILLY – Album: Francesco De Gregori (1978).
Canzone informazioni di Vincent . Il nome “Vincent” è un riferimento alla celebre canzone “Vincent (Starry Starry Night)” di Don McLean, che De Gregori aveva tradotto con il titolo “Come un anno fa” per Little Tony. La canzone del “Principe” affronta la disillusione, intrecciando immagini di vita quotidiana (come la foto di Angela Davis) e lo spaesamento emotivo, distanziandosi dal romanticismo della versione originale.
IPERCARMELA (1976) racconta la storia di una coppia di emigranti,
Uliano Lucas, le foto poco viste della Torino operaia
che vive a Torino. Il testo unisce la dimensione politica a quella intima, descrivendo l’alienazione dei due protagonisti:/
La nascita della figlia: rappresenta una luce di speranza, un elemento di purezza e ingenuità in contrasto con la durezza della città.
Il marito: si isola in cucina, ossessionato dal mito della proprietà e della sua nuova casa.
La donna: accetta un ruolo sottomesso, estraniandosi dalla realtà leggendo riviste femminili.
I COWBOYS I MATTI I MUSCOLI DEL CAPITANO Smith, capitano del Titanic I MUSICANTI IL ’56 IL BANDITO E IL CAMPIONE (visto 14 mln di volte) IL CANTO DELLE SIRENE
IL CUOCO DI SALÒ IL FEROCE MONARCHICO BAVA con Giovanna Marini IL PANORAMA DI BETLEMME IL RAGAZZO IL SIGNOR HOOD – dedicato a Marco Pannella IL SUONO DELLA CAMPANA IL TRAGICO NAUFRAGIO DELLA NAVE SIRIO con G. Marini IL VESTITO DEL VIOLINISTA IN MEZZO ALLA CITTÀ
(Video da: DAMMI DA MANGIARE a GUARDA CHE NON SONO IO)
“Disastro aereo sul canale di Sicilia” è una celebre canzone di Francesco De Gregori, inclusa nell’album omonimo del 1976. Il brano è una dura riflessione politica e sociale che affronta il ruolo dell’Italia nelle tensioni internazionali e critica l’abusivismo edilizio. [1, 2, 3, 4]
Il brano si sviluppa su diversi livelli di significato: [1, 2]
Scenario geopolitico: Il testo si apre con una premessa allarmante sulla posizione strategica dell’Italia, vista come base di lancio o “prima posizione” in un eventuale attacco ai Paesi arabi. L’aereo che sorvola il canale (definito “fabbrica di vedove”) rappresenta lo spettro della guerra e degli interessi neocoloniali nel Mediterraneo. [1, 2, 3]
Critica di costume: A dieci chilometri di altitudine si contrappone il paesaggio siciliano, fatto di “ginestre e cemento a due passi dal mare”. È un chiaro riferimento alla speculazione e all’abusivismo edilizio, che deturpano il territorio costiero. [1, 2]
Omaggio e mistero: La strofa finale cita la “tomba di un giornalista ancora difficile da ritrovare”, un riferimento criptico ma intenso che spesso gli analisti collegano alle cronache e ai misteri irrisolti della storia italiana di quegli anni.
Theorius Campus è il titolo del celebre album d’esordio (pubblicato nel 1972) che ha lanciato le carriere di Antonello Venditti e Francesco De Gregori. [1]
Origine ed Etimologia:
Il nome non deriva dal latino o da un’espressione classica, ma da un gioco di parole goliardico coniato dai due cantautori: [1]
Theorius: Un’invenzione fantastica nata dalla mente di Francesco De Gregori.
Campus: Termine latino che significa “campo”, usato spesso per indicare uno spazio di aggregazione giovanile. [1, 2]
Il Significato del Nome:
I due artisti scelsero questo nome bizzarro e fantasioso per definire simbolicamente il loro spazio espressivo, una sorta di “campo teoretico” o territorio creativo condiviso, dove potersi sperimentare liberamente come cantautori agli albori della musica leggera italiana. [1, 2]
Il Contesto Storico e Culturale:
Il locale: Il nome trae indirettamente ispirazione anche dall’omonimo e storico studio-cantina romano di Harold Bradley, punto di ritrovo e fucina di artisti in via Garibaldi a Roma. [1]
L’album: Il disco, contenente capolavori come Roma Capoccia e Sora Rosa, è considerato una vera e propria pietra miliare del folk e della canzone d’autore. [1, 2]
DAMMI DA MANGIARE DERIVA DIAMANTE → De Gregori (testo) → ZuccheroFornaciari (♫ con Mino Vergaghi e Matteo Saggese) DIGNITÀ – De Gregori canta Bob Dylan ——-DIGNITY – canta Bob Dylan
DISASTRO AEREO SUL CANALE DI SICILIA DOLCE AMORE DEL BAHIA DOLCE SIGNORA CHE BRUCIcon Antonello Venditti DONNA LOMBARDA con Giovanna Marina DR. DOBERMANN DUE ZINGARI EUGENIO
(Contiene i video da CALDO E SCURO a COSE) “Canzone per l’Estate”, sua è la musica; testo di FABRIZIO DE ANDRÉ
Da: AI Overview, Google “Carne di pappagallo” (contenuta nell’album Miramare 19.4.89 del 1989) è una canzone di protesta dal tono apparentemente leggero ma intrisa di profonda amarezza. La metafora della carne di pappagallo, notoriamente dura e difficile da masticare, rappresenta le dure fatiche, i sacrifici e le ingiustizie subite dalla povera gente, sfruttata e costretta a chinare la testa.
Il brano si snoda attraverso una serie di immagini significative:
La protesta dei lavoratori: Il ritornello è un rifiuto netto (“non vogliamo mangiarne più, signor padrone”), che esprime la ribellione della classe operaia o contadina contro chi detiene il potere economico e sociale.
Il cambiamento delle stagioni: I versi legati al sole che passa dal giallo all’arancione, definiti dal “passare dei tacchi” e dalla sera, simboleggiano il trascorrere del tempo, lo scorrere della vita e l’attesa di una svolta sociale che tarda ad arrivare.
Il testo risente fortemente delle atmosfere popolari e politiche del periodo, richiamando per certi versi le sonorità delle musiche da ballo sudamericane in forte contrapposizione con la gravità del tema trattato.
In “I Shall Be Released (Live at Boston Music Hall), 1975 Bob Dylan duetta con Joan Baez, come nell’indimenticabile: I Pity The Poor Immigrant, 1976
CARDIOLOGIA CARNE DI PAPPAGALLO CARNE UMANA PER COLAZIONE CARTELLO ALLA PORTA CATERINA *** – dedicato a Caterina Bueno →Caterina Bueno canta “Maremma Amara” CELEBRAZIONE
CENTOCINQUANTA STELLE CERCANDO UN ALTRO EGITTO CHI RUBA NEI SUPERMERCATI CHISSÀ DOVE SEI CIAO CIAO COME IL GIORNO – De Gregori canta Dylan ——-I Shall Be Released – Bob Dylan